ReMoto a Luogo (Osservazioni) di Andrea Kantos e Andrea Mineo

ReMoto a Luogo (Osservazioni) Andrea Kantos e Andrea Mineo, Video/Performance 20’ su monitor 21’, ORIGINI 2016.
Questo lavoro sviluppato da Andrea Kantos e Andrea Mineo presenta la prima parte di un lavoro chiamato ReMoto a Luogo, in cui confluiscono diverse tematiche elaborate singolarmente e attraverso progetti culturali (Dimora Oz e Macerie) realizzati riflettendo processi di comunità, problem solving/placemaking e sostenibilità. “Siamo seduti in due posizioni speculari, giocando una partita le cui regole sono realizzate e interpretate estemporaneamente, con pezzi di macerie di misure variabili collocate su uno specchio. Lo specchio ribalta e amplia la percezione della stanza, riflettendo il soffitto crollato. La stanza non è agibile, la sua situazione critica e instabile è un problema per la comunità con cui lavoriamo, vorrebbero chiuderla, cancellarla. Ogni cambiamento origina dall’osservazione e da una connessione empatica – ciò che non viene visto diventa inciampo e impedimento, sconnesso, diventa remoto”.


ReMote to Place (Observations) Andrea Kantos and Andrea Mineo, Video / Performance 20’ on monitor 21’. ORIGINI 2016
This work developed by Andrea Kantos and Andrea Mineo presents the first part of a work called ReMote to Place, in which different themes processed individually and through cultural projects merge (Dimora OZ and Macerie), inspired by a reflection into community development, problem solving / placemaking and sustainability. “We are sitting in front of each other, playing a game whose rules are made and interpreted extemporaneously with pieces of debris of various size placed on a mirror. The mirror flips and expands the perception of the room, reflecting the collapsed ceiling. The space is not accessible, it is in a critical and unstable situation. That is a problem for the community we work with, we would like to close it, delete it. Any changes stems from an observation and an empathic connection – what is not seen becomes stumbling and an impediment, disconnected, becomes remote.”