Zingaro – Ecological Hotspot di Fabio R. Lattuca

Fabio R. Lattuca – Zingaro, Ecological Hotspot, 2016. Audio – 25’55’’

L’area dello Zingaro (lat. 38.087251, long.12.804901), riserva naturale e come tale sottrazione dal territorio antropizzato, rappresenta uno degli ecosistemi maggiormente integri e ricchi della zona costiera della Sicilia nord occidentale, definita in questi ultimi anni “hot-spot per la biodiversità”, nonostante le continue azioni dell’uomo intacchino il suo equilibrio. Tali caratteri rendono ben evidenti, chiari e definiti quei livelli di sovrapposizione tra elementi (antropofonie, biofonie, geofonie) che si realizzano in un pattern complesso indicato dall’ecologo italiano Almo Farina, “sonotope”.

Bisogna spostare l’attenzione dal rapporto dell’uomo con l’ambiente, all’ambiente stesso che determina il suo evolversi e il suo linguaggio grazie a processi continui di conservazione–distruzione. Si deve oggi lasciare spazio a una visione secondo cui il paesaggio sonoro è uno strumento biosemiotico attraverso cui è possibile realizzare processi cognitivi complessi in cui l’uomo non è più perno ma compartecipante, determinandone l’andamento, come sostenuto dal filosofo norvegese Arne Naess.


The Zingaro (lat. 38.087251, long.12.804901), nature reserve and as such removal from man-made land, is one of the most intact ecosystems and the rich of the coastal area of north-western Sicily, defined in recent years “biodiversity hot- spot”, despite some human actions continues detracting from its balance. These characters make it evident, clear and defined those levels of overlap between ele- ments (antropophonic, biophonic, geophonic) taking place in a complex pattern indi- cated by an Italian ecologist Almo Farina, “sonotope”.

We must shift the focus from the relation- ship between humans and environment, to the environment itself that determines its evolution and its language through continuous preservation-destruction processes. We must now give way to a vision that the soundscape is a biosemiotic tool through which you can make complex cognitive processes in which man is no longer a hin- ge but coparticipant, determining the way, as discussed by the Norwegian philosopher Arne Naess.